sabato 5 febbraio 2011

Laboratorio "BIDDA de..........." applicabile in tutti i paesi.

Paolo Leone Biancu – tel. 347 063 7077 – mail: paolobiancu@gmail.com

"BIDDA de.....PULA ?" Laboratorio per politiche di crescita e sviluppo, con base nell'organizzazione delle risorse locali.

PREMESSA :
“BIDDA de………………” vuole essere un laboratorio operativo per riscattare la coscienza nazionale dei Sardi. CREDO sia opportuno analizzare il concetto di “SENTIDOS” del nostro POPOLO ovvero quell’insieme di conoscenze di ognuno di NOI, basate su valori tramandatici, su tradizioni ancestrali, sul rispetto dell’altro, su conoscenza interiore e sull’ Etica de “SA COMUNA”.
CREDO che, nel fare l’analisi di una qualsiasi macro-area della Sardegna, non possiamo dimenticare i “SENTIDOS”. Descrivere “BIDDA de......... è capire che nell’attivare i laboratori si dovrà stimolare la riscoperta dei valori della nostra collettività (socialità, solidarietà, sostenibilità) in modo che crescita e sviluppo siano declinati per tutti e non per i soliti pochi provilegiati.

TEMA:
“BIDDA de...” è il laboratorio per stimolare politiche mirate di crescita economica e sviluppo, che si basa sull'organizzazione delle risorse locali.
E'una“Ferramenta”, “Luogo di risorse” conosciute e da conoscere, da organizzare con i residenti, perché diventi un centro stimolante di “buone pratiche” nel territorio.

CONTESTO:
OGNI COMUNE, di qualsiasi parte della Sardegna, può essere il laboratorio per lo sviluppo del progetto “BIDDA de…”. L’idea centrale può partire da qualsiasi Paese Sardo di un’ area di crisi o da un altro, non importa quanto distante da città e/o porti e aeroporti. Il COMUNE dovrà avere caratteristiche normali, di collina o in montagna, in pianura o al mare, in un’area con attività nei settori economici primari (agricoltura, allevamento, miniere, pesca, pastorizia) o con attività diverse o di servizi (industrie, commercio, turismo, vinicole, centri di ricerca, artigianato), il cui territorio e la popolazione siano aperti ad innovare e da coniugare alla tradizione.
La storia, l’archeologia, il paesaggio, l’ambiente (interrelazione tra flora, fauna e popolazione) dovranno offrire tutti i possibili spunti per il rilancio produttivo del Paese; gli aspetti autentici, ma sottovalutati della cultura locale, dovranno essere rivisitati con l’apporto di giovani e anziani, ricomponendo i “SENTIDOS” de sa “COMUNA”, distrutti dai messaggi di tipo coloniale, veicolati dalle televisioni commerciali e dagli interessi dei grandi speculatori Italiani e Internazionali.

PROBLEMA:
“ Come fare, dopo aver analizzato e valutato l’insieme “Risorse del territorio” (sociali, intellettuali, ambientali), per avviare lo “START-UP” organizzativo e operativo del processo “BIDDA de....” ?

PRESUPPOSTI GENERALI:
Per ricercare le possibili soluzioni, è necessario disporre di tutti i dati, anche quelli che la GENTE e l’Amministrazione considerano poco significativi, dati grezzi dai quali iniziare per sviluppare le “Buone Pratiche”.

PRESUPPOSTI SPECIFICI:
Saranno frutto di un’ indagine minuziosa oltre che la risultante di un processo partecipativo di vari attori territoriali (imprenditori e dipendenti,giovani e anziani, professionisti e artigiani, artisti e comunicatori) utilizzando il paradigma costruttivista, il cui obiettivo intrinseco é generare nuova conoscenza, per decidere in modo rigoroso e formalizzato quale frutto della ricerca approfondita.

IPOTESI DI SOLUZIONE:
Al fine di trovare tutte le possibili soluzioni è necessario utilizzare una metodologia MCDA “Abbordaggio Multi - criterio di Appoggio alle Decisioni”, il cui presupposto è la verifica puntuale della seguente serie di domande:

• Quali sono gli attori sociali coinvolti nel processo decisionale?
• Cosa si può fare in rapporto alle potenzialità del territorio?
• Come valutare tutte le possibili e potenziali azioni disponibili?
• Qual è il problema di fondo rispetto ad altri meno importanti?
• Quali obiettivi identificati dai decisori bisognerà scegliere nel valutare
le azioni?
• Come misurare eventuali successi di azioni in funzione di ogni singolo
obiettivo?
• Come sintetizzare, nell’insieme, i successi parziali delle azioni scelte per
ogni singolo obiettivo?
• Come considerare, rispetto alla risposta finale, l’influenza di micro
variazioni nei parametri del MCDA - modello multi - criterio?
• Quali suggerimenti possono derivare dai risultati ottenibili con il modello
multi - criterio?

IPOTESI senza ANALISI E RICERCA dettagliata sono presuntive, perciò voglio sottolineare il seguente CONCETTO :
“Qualsiasi ipotesi di soluzione e la successiva attuazione, presuppone “Corsi di Formazione”, il cui obiettivo primario é l’incremento della “Massa dei Saperi Locali”, fattore indispensabile a processi di innovazione e a nuove tecnologie, da promuovere attraverso una “partnership” pubblico-privata.
La Massa dei Saperi Locali deve indirizzarsi a aree come turismo e cultura, energia e ambiente, studi e ricerche, formazione e lavoro, il cui “INIZIO” deve avvenire con il lancio di corsi di tipo modulare.

OBIETTIVO FINALE:
si può e si deve identificare nell’ attuazione di una crescita auto-propulsiva e cosciente, da radicare stabilmente nella popolazione della “BIDDA de”, affinché lo Sviluppo nel territorio avvenga per cause interne (di lunga durata) e non per ESTERNALITA’ dovute a interessi d’importazione, che depauperano il territorio, inquinano i SENTIDOS e arricchiscono i tanti “MODERNI SARACENI”.

OBIETTIVI DERIVATI:
lo sviluppo ha bisogno di basarsi su aspetti interni, pertanto si dovranno stimolare gli strumenti operativi (MRC) , i luoghi di aggregazione (accrescendo la Massa dei Saperi Locali) e la formazione di Agenti Comunitari, in grado di stimolare e accompagnare la crescita delle micro e piccole imprese locali, creando nuove occasioni di lavoro, rivitalizzando il territorio, con la riscoperta degli antichi mestieri (in un ottica più moderna) e il lancio di nuove proposte nel settore dei servizi.

GIUSTIFICATIVA:
il progetto “BIDDA de” ha la presunzione di essere:
ORIGINALE nella sua proposta,
IMPORTANTE perché vuol riscoprire e valorizzare tutte le micro risorse locali (fisiche, ambientali e umane),
RILEVANTE per i fini generali, in quanto desidera sperimentare un modo nuovo di comunicare con la Gente e gli Enti Locali e riscoprire Potenzialità e Opportunità nascoste nei singoli territori della NATZIONE SARDA, in modo da sviluppare interrelazioni e scambi innovativi fra le diverse “BIDDAS de”.

METODOLOGIA:
metodi e tecniche da utilizzare per ogni singola ricerca, per arrivare agli obiettivi del soprannominato laboratorio “BIDDA de….in fieri”, saranno i seguenti:
1. Bibliografia esistente, per ciascun territorio o per Ente Locale;
2. Interviste mirate con coloro (i più anziani) che hanno antiche conoscenze e
ricordi particolari;
3. Utilizzo di “campioni” di popolazione stabilendo caratteristiche pre-determinate;
4. Mappatura territoriale nella “BIDDA DE” di tutto ciò che si considera importante
e rilevante;
5. Studio e analisi di tutte le fonti scritte e non scritte, dalle attuali a quelle
più antiche.

Le conoscenze ottenute dalla ricerca (punti da 1 a 5) saranno usate nei “CORSI di Formazione MODULARI”; insieme a altre discipline e materie di carattere generale costituiranno lo scheletro dei corsi.
***************
MACRO – AREE sulle quali lavorare:
*CONOSCENZA E SENTIDOS
**CULTURA E ECONOMIA
***FORMAZIONE E LAVORO
****IDEE E PROGETTI
*****AMBIENTE E ENERGIA

mercoledì 2 febbraio 2011

Idee per Pula n.4

Un Sistema Turistico ha bisogno di equilibrio.
Pula fa sistema ? Pula può essere definita un Sistema turistico ?

L'equilibro di un Sistema turistico si definisce nel momento in cui l'analisi costi-benefici, sia da parte dell'offerta (il territorio, la sua cultura, i beni e i servizi a disposizione) che della domanda (i clienti potenziali della nichhia di mercato a cui ci si rivolge) diventa il punto per l' incontro delle varie esigenze.

Tentiamo di esaminare questo punto ponendoci alcune semplici domande:
(1) - In Sardegna e, in modo specifico a Pula, siamo convinti che il modello proposto di Sistema Turistico sia ancora valido e in grado di attrarre clienti ?
(2) - Siamo sicuri che il pacchetto Sardegna e/o il pacchetto Pula siano conpetitivi sul mercato rispetto ai pacchetti degli altri Sistemi concorrenti dell' area mediterranea?
(3) - I beni e i servizi che forniamo hanno le caratteristiche che i nostri clienti pretendono?
(4) - I nostri clienti appartengono ad un nichhia di mercato prescelta oppure li subiamo senza scegliere ?
(5) - Vogliamo il turismo locale di massa del fine settimana in cui tutto é permesso oppure vogliamo un turismo di qualità, non uguale ma alternativo a quello della Costa Smeralda ?
Ricordo a chi mi legge che, oltre la Costa Smeralda, l'unico polo turistico in Sardegna che abbia alberghi a 5 stelle é Pula, non Villasimius né altri.
Vediamo ciò che manca e che possiamo migliorare nel breve periodo, proponendo soluzioni e anche progetti di massima su cosa si può fare per migliorare il nostro Sistema Turistico.
Sono convinto che bisogna collaborare con l' Amministrazione Comunale, purché la stessa dimostri di essere disposta ad aprirsi ai cittadini e perchè, purtroppo, la non soluzione di molti problemi legati al turismo comporta oneri per tutti.

Iniziamo da quello che un turista si immagina di trovare in un posto turistico come Pula e, invece, non trova:
(A) - Al primo posto metterei bagni e docce pubbliche, da sistemare in luoghi adatti e in modo tale che possano sempre essere puliti e efficienti.
(B) - Al secondo posto, credo che tutti ne sentano il bisogno, c'é il problema dei parcheggi, delle strade a doppio senso di circolazione e mancanti di larghezza adeguata, dei vari crocevia, a T o a croce dove la visuale é impedita da macchine che parcheggiano laddove il Codice della Strada lo impedisce in maniera assoluta.
(C) - Al terzo posto abbiamo la mancata creazione di un'isola pedonale nel Centro Storico, comprendendo la via Nora, la via Corinaldi e il Corso Vittorio Emanuele.

Come risolvere questi problemi in modo ottimale e in poco tempo?
E' chiaro che ci vogliono dei soldi nel Bilancio Comunale, destinati a queste cose. Se non ci sono o non si trovano, gli Amministratori dovrebbero avere e/o cercare delle soluzioni alternative.

Dal mio punto di vista, partirei dai parcheggi a tempo (mezz'ora o un'ora come tempo minimo) nel Centro Storico, se non passa l'idea del Centro Storico pedonale.
Tali parcheggi devono essere a pagamento (la tariffa da utilizzare spetta a chi amministra) in modo tale che le persone li usino solo il tempo dovuto e che quindi lo spazio sia utilizzabile da più auto nell'arco del giorno.
I parcheggi della Piazza del Comune, della Piazza del Popolo, della Piazza della Chiesa e degli altri spazi del Centro Storico dovrebbero sottostare alle stesse esigenze di tempo.
Sarebbe ora che gli impiegati comunali e gli Amministratori capiscano che devono lasciare quegli spazi al parcheggio rotativo a pagamento e non al parcheggio con sosta prolungata e, per di più, gratis di cui loro usano e abusano
I commercianti dovrebbero capire che sarebbe utile lasciare gli spazi davanti ai loro negozi ai possibili clienti e non metterci le loro auto.
Gli egoismi vanno banditi se vogliamo che il nostro Centro sia un luogo vivibile.

*** Le strade strette (ce ne sono tante) con doppio senso di circolazione vanno eliminate e va stabilito il senso unico.
*** I cartelli di divieto devono essere maggiormente visibili ma in molti casi si trovano in posizioni strane, non visibili.
*** Nelle strade che sbucano in altre strade più importanti e che hanno degli stop si rende necessario delimitare gli spazi sui quali non si possa mai parcheggiare, per non causare incidenti.
Facendo un giro per Pula troviamo tante situazioni di questo genere ma non ho mai visto la Polizia Municipale far rispettare tali limiti imposti dal Codice della strada. I parcheggi per la sosta prolungata potrebbero essere quelli della zona a ridosso dell'entrata di Pula dal ponte, del Viale Segni più ulteriori spazi attorno, dello spazio di fronte al Cimitero e delle zone di via Lamarmora che sono tante.

Queste zone per la sosta prolungata a pagamento) potrebbero essere dotate di un parco biciclette da dare ai proprietari delle macchine in sosta e con le quali circolare per il Centro Storico.
Le biciclette potrebbero essere gratis ma il prezzo della sosta dovrebbe equilibrare il costo del servizio. Nelle stesse zone potrebbero essere create delle zone servizi con bagni e docce, da affittare inizialmente a micro-piccole imprese giovanili in grado di fornire attrezzature di qualità;in seguito si potrebbero creare, costruire e gestire altri servizi come autofficine + altri servizi necessari.
Abbiamo esaminato un primo aspetto dei servizi che mancano, che sono anche un costo mediatico per un paese che vuole essere un referente nel settore turistico.
La risposta ovvero la soluzione per questi servizi mancanti rappresenta un beneficio per il cittadino- residente, per quello stanziale e per quel cittadino a tempo determinato, che vi passa un tempo limitato.
Possiamo discuterne e allargare lo spazio di progettualità con altre proposte.

Idee per Pula n.3

Le feste durante un anno solare.
Come possono diventare un elemento di attrazione verso la nostra cittadina ?

Il Carnevale e tutte le Feste possono e devono diventare, per Pula, un elemento di attrazione per i visitatori, una maniera di creare impresa per i Pulesi (giovani e non), un modo di mostrare allegria, solarità e amicizia.

COSA SI PUO' FARE ?
Da subito, bisogna definire spazi appositi, tempi e durata di ogni manifestazione.

QUANDO?
Possibilmente organizzare una grande festa per ogni mese dell'anno. E' molto chiaro che Luglio e Agosto ma anche Giugno e Settembre non avrebbero difficoltà nel reperire ospiti e visitanti interessati. Ma, negli altri mesi, si potrebbe fare altrettanto.
Il Calendario degli eventi potrebbe essere abbastanza nutrito e le feste dovrebbero valutarsi come occasioni economiche per tutti i Pulesi (commercianti, imprenditori, artigiani, agricoltori, pescatori, allevatori, ambulanti e quant'altro) in grado di rilanciare il Sistema Pula e ciò che lo stesso significa.
Se vogliamo far le cose per bene, però, dobbiamo passare dall'auto-compiacimento di come è bella Pula ad uno sforzo immane, per osservare tutte le cose che non vanno, dalle più grandi alle più piccole, in modo tale che vengano migliorate e risolte in funzione dell'Obiettivo Strategico delle Feste.

QUALI GLI SPAZI PIU' APPROPRIATI ?
A mio parere,senza ombra di dubbio,le strade intorno al Campo Sportivo, cominciando con la via S.Efisio e continuando con le altre che circondano il campo e le scuole, sono il luogo più adatto, se si considera la Pineta con lo spazio di fronte e la Piazza dell'ex-mercato.

PERCHE'?
La zona è, allo stesso tempo, periferica e centrale e ha ampi spazi da utilizzare. Sui tempi delle manifestazioni ho già detto che dovrebbe essere almeno una al mese. La DURATA delle Feste, per tutta una serie di motivi (dettati anche da tradizioni) sopratutto organizzativi, non dovrebbero durare meno di 3 giorni effettivi + un giorno prima e dopo per smontare tutto ciò che serve.

COSA ALTRO SERVE? SERVE FARE UN PROGETTO.
La mia richiesta è quella di sapere chi è interessato a tale proposta, che deve essere affrontata in modo professionale, dal punto di vista organizzativo e tecnico. La proposto l'ho inviataa all'Amministrazione Comunale, nella persona dell'Ass. TOLU, comunicandogli se gli interessa darci una mano e come. Ci vuole, sia chiaro un'analisi Costi-Benefici, vedere in che modo far diventare questa occasione una vera e propria professione dei Pulesi, quella di Organizzatori di Eventi.
Se vi piace o anche se non vi piace fatemi sapere.

Idee per Pula n. 2

Manca il lavoro per i giovani e non solo, comunque c'è una certa crisi.

Le spiagge, se utilizzate per creare lavoro giovanile, sono dei siti in grado di risolvere sufficientemente bene questo problema. COME ?

Creando un modello di chiosco, con delle misure standard, che richiami qualcosa di tipicamente pulese. Tale chiosco potrebbe essere allo stesso tempo un bar, fornendo pasti veloci + musica per la notte. Ogni chiosco avrebbe bisogno per una gestione ottimale di almeno di 3/4 giovani.
I chioschi, in una prima fase, potrebbero costruirsi sulla destra della chiesa di S. Efisio fino alla banchina, nella parte più lontana dal mare, prima dei macchioni che costeggiano la strada pedonale.
Tra i macchioni e la strada si potrebbero creare i servizi per i vari chioschi: una doccia e 2 bagni per ciascun chiosco, con allacci fognari + acqua + luce.
Una cooperativa sociale di 3 persone potrebbe fare una pulizia continua di tutti i servizi, in modo da assicurare la qualità innovativa dell'offerta, in grado di attrarre un buon pubblico giovane verso Nora.
Passerelle sopraelevate di legno o di plastica color legno dovrebbero condurre dall'area di ogni chiosco(attrezzata con tavolini, sedie e ombrelloni) verso la spiaggia, lasciando lo spazio necessario per utilizzare almeno 10/15 metri di battigia per il passaggio di tutti i bagnanti.
Un servizio di bagnini, per tutta la spiaggia di S. Efisio, avrebbe bisogno di almeno altre 3 persone (a turno, uno di vedetta e due in mare con un battello di soccorso rapido).
I Concessionari dei chioschi dovrebbero avere alcuni impegni imprescindibili:
(1) - tenere sempre la spiaggia pulita, occuparsi del proprio chiosco rendendolo attraente e funzionale alle esigenze dei propri clienti, curare i bagni e le docce affinché non scada la qualità del servizio. I prezzi dei servizi e dei prodotti in vendita dovrà essere discusso annualmente con il Consiglio Comunale. Il periodo di apertura di ogni chiosco dovrà coprire almeno il periodo da marzo a ottobre o essere annuale(questioni da analizzare).
(2) - Il punto musica dovrà essere uno per l'intera parte di spiaggia in cui saranno posizionati i chioschi. Eventuali estensioni e restrizioni del periodo di apertura dovrà essere concordato nell'annuale incontro con il Consiglio Comunale.
Altri e ulteriori dettagli potrebbero uscire da un dibattito tra di Noi e, poi, da far diventare pubblico.

Adesso, facciamo due conti: per un minimo di 10 chioschi, lavorerebbero in spiaggia 40 giovani + 3 bagnini + 3 persone alle pulizie + altre persone per la manutenzione degli impianti elettrici, acqua , fogne e per il server per spettacoli musicali.
Vi sembra poco?
Vogliamo affrontare questa sfida?
Vogliamo migliorare Pula e attrarre più visitatori nella nostra cittadina?
ALLORA BISOGNA FARE E NON SOLO LAMENTARSI CHE NON SI FA NIENTE.
Ci bollit gana de bivi, oi, cras e pusticras.
A is pulesus totus

Bisogna far diventare Pula il paese di tutti e non solo di una minoranza. Come ? Facendo proposte per far diventare Pula, un Paese vivibile e più amichevole.

La prima nostra proposta ha come tema la viabilità cittadina.
Il contesto cittadino di Pula si descrive come un insieme di spazi limitati, strade strette, difficoltà dei pedoni e delle macchine nel circolare e multe a gogo, perché si ha più attenzione a reprimere che ad anticipare i problemi, risolvendoli una volta per tutte.
Chiedo a voi tutti che leggerete questa mia nota "COME FARE PER RISOLVERE LA VIABILITA' DI PULA, CHE PONE PROBLEMI AI PULESI,DI CONSEGUENZA, ANCHE AI TURISTI ?"

Ricercare delle ipotesi di soluzione deve essere l'impegno di tutti i cittadini; dal mio punto di vista vorrei fare alcune considerazioni:

a-) il Centro Storico, delimitato dalla via Nora da un lato e dal Corso Vittorio Emanuele dall'altro lato, che si raccordano fra di loro attraverso via Corinaldi, ha bisogno di essere liberato dalle macchine, in modo che i pedoni e i ciclisti possano circolare senza ostacolarsi e che i commercianti possano avere gli strumenti per far meglio il loro lavoro. Un trenino dovrebbe percorrere (tutto il giorno) queste vie, ovvero via Nora, parte destra di via Corinaldi, svolta per il Corso V. Emanuele e arrivo in piazza, trasportando gratis tutti coloro che fanno fatica a camminare. Il Comune dovrebbe intervenire in modo diretto e attivo per invogliare la gente a utilizzare così il Centro Storico.

b-) le macchine che arrivano dal ponte, dalla direzione di Cagliari, dovrebbero essere indirizzate ai parcheggi della zona del Mercato ambulante, impedendo alle stesse di entrare al centro del Paese, bloccando l'accesso all'altezza della Pizzeria Eleonora. Trasformare gli spazi liberi in parcheggi non dovrebbe essere difficile. Si tratta di vedere (eventualmente con un pollicino) come portare in Piazza coloro i quali non amano passeggiare nemmeno qualche metro.

c-) La via Lamarmora, dovrebbe essere una via con parcheggi solo da un lato; sia chiaro che parliamo di parcheggi a tempo (massimo mezz'ora) e non di parcheggi ad uso dei residenti. Gli eventuali posti mancanti potrebbero essere trovati nella via S. Efiso (sui due lati e a pettine) da percorrere solo nel senso di marcia verso Nora e anche in altre via laterali.

In più con l'aiuto dei residenti si potrebbe pensare a costruire alcuni parcheggi privati su aree non utilizzate o da utilizzare diversamente.
Questi sono esempi per la viabilità di Pula; sono il mio modo, di Paulu Biancu,di far nascere un dibattuto a breve, sopratutto nel Corso Vittorio Emanuele.